Schiavi romani a Pompei mangiavano fave, pere e mele per produttività.

Pompei: Fave e frutta, la dieta degli schiavi per mantenerne la produttività

Nel corso degli scavi nella villa di Civita Giuliana a Pompei è emerso che gli schiavi romani venivano nutriti con alimenti come fave, pere e mele, ricchi di vitamine e proteine. Questa pratica conferma che, nonostante fossero considerati "strumenti parlanti", gli schiavi potevano mangiare meglio dei liberi per mantenere la loro produttività. Il ritrovamento di anfore con fave e un cesto di frutta nel quartiere servile della villa suggerisce che il cibo supplementare fosse un modo per garantire una dieta equilibrata agli schiavi. Questo approccio potrebbe aver contribuito a mantenere alto il loro valore come forza-lavoro. Gli scavi continueranno per approfondire la comprensione dell'organizzazione della villa e del quartiere servile, evidenziando come il confine tra schiavo e libero potesse talvolta sfumare, dimostrando che, nonostante le differenze sociali, alla fine tutti possono essere considerati liberi almeno nell'anima.

Pensiero Nostro: La scoperta evidenzia la complessità della società antica, sfumando i confini tra schiavo e libero.

Fonte Originale: ANSA (2025-12-05)
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