Assofondipensione e CGIL criticano la portabilità dei contributi pensionistici nella legge di bilancio 2026.

Assofondipensione e CGIL contro la portabilità dei contributi pensionistici

Assofondipensione ha chiesto di ritirare gli emendamenti alla legge di bilancio 2026 che permetterebbero il trasferimento dei contributi dei datori di lavoro ad altre forme di pensioni integrative diverse dai Fondi Negoziali. L'associazione ritiene che questa regola possa compromettere gli accordi contrattuali collettivi che sostengono le pensioni complementari e i Fondi Negoziali. Il trasferimento dei contributi espone i lavoratori al rischio di passare a piani pensionistici con costi più alti e strutture di governance meno trasparenti, danneggiando nel tempo i benefici pensionistici. Anche la CGIL ha criticato la decisione unilaterale del governo, sottolineando che i Fondi Pensione Negoziali hanno dimostrato di proteggere i membri, contenere i costi e orientare gli investimenti secondo criteri socialmente responsabili. Sono stati proposti emendamenti per eliminare gli aspetti critici legati alla portabilità dei contributi. La legge di bilancio 2026, attualmente in esame, prevede anche la riforma del decreto legislativo del 2005 che regola le pensioni integrative, con l'introduzione di un periodo di silenzio-consenso per il trasferimento automatico del TFR a una forma di pensione integrativa, se i dipendenti non esprimono una scelta entro un determinato periodo.

Pensiero Nostro: La portabilità dei contributi rischia di erodere i benefici pensionistici, richiedendo un'attenta revisione.

Fonte Originale: IPE (2025-12-16)
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