Soldato italiano deportato nel '43: tribunale riconosce risarcimento agli eredi.

Risarcimento da Germania per soldato italiano deportato nel '43: riconosciuti 82.000 euro agli eredi

Il tribunale civile di Roma ha riconosciuto un risarcimento di 82.000 euro ai figli di un soldato italiano catturato nel 1943 e deportato in campi di concentramento in Germania e Austria per 632 giorni. Il soldato, appartenente al 12/o reggimento di fanteria, subì trattamenti disumani e fu considerato uno "schiavo militare". Il militare non si riprese mai e si suicidò nel 1982. Il giudice ha evidenziato la violazione del diritto internazionale e il mancato rispetto delle convenzioni, riconoscendo il danno non patrimoniale per le sofferenze subite. L'avvocato delle famiglie ha espresso soddisfazione per la sentenza, sottolineando l'importanza storica e sociale di condanne che riconoscano i crimini di guerra. La sentenza ha sottolineato la gravità delle condizioni degli internati militari italiani durante la Seconda Guerra Mondiale, definendoli "schiavi militari" e riconoscendo il danno morale e fisico subito.

Pensiero Nostro: Una sentenza storica che riconosce le sofferenze passate e promuove la giustizia per le vittime.

Fonte Originale: ANSA (2025-11-27)
[Leggi l'articolo originale]

Home