Impatto della nuova Direttiva europea sulla trasparenza retributiva in Italia.

Trasparenza retributiva: cosa devono aspettarsi le aziende italiane dalla nuova Direttiva europea

Il 5 febbraio 2026 il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato un decreto legislativo che recepisce la Direttiva europea sulla trasparenza retributiva. Il decreto è attualmente in esame presso le commissioni parlamentari, prima di tornare al Consiglio dei Ministri per l'approvazione finale. Si evidenziano alcune specificità nazionali rispetto alla Direttiva, come l'esclusione dei componenti retributivi individuali dal concetto di "livello retributivo". La proposta legislativa italiana si basa sui contratti collettivi nazionali come punto di riferimento per classificare i lavoratori e determinare le strutture salariali. Inoltre, prevede l'obbligo per i datori di lavoro di indicare la retribuzione iniziale o la sua fascia nelle offerte di lavoro pubblicate. I dipendenti avranno il diritto di ottenere informazioni sul proprio livello retributivo e sulla retribuzione media per categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro. Gli datori di lavoro potranno rendere queste informazioni disponibili in modo proattivo, ad esempio attraverso l'intranet aziendale. Il decreto italiano segue da vicino la Direttiva per quanto riguarda la rendicontazione delle differenze salariali, ma non prevede un'inversione dell'onere della prova in caso di mancata trasparenza retributiva.

Pensiero Nostro: La trasparenza retributiva potrebbe migliorare l'equità sul lavoro, ma richiede un'attenta implementazione.

Fonte Originale: Freshfields (2026-03-11)
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