Film "Orphan" di Nemes: identità e traumi a Budapest nel 1957.

"Orphan" di Nemes a Venezia: un viaggio nel passato tra traumi e identità

Il film "Orphan" di László Nemes, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, racconta la storia di Andor, un ragazzo ebreo a Budapest nel 1957, la cui vita viene sconvolta dall'arrivo di un uomo che afferma di essere suo padre. Il regista, ispirato dall'infanzia del padre, esplora il rapporto padre-figlio in una società segnata dalla guerra e dall'Olocausto. Il film affronta temi universali come la crescita, l'accettazione delle proprie ombre e il peso del trauma generazionale. Nemes riflette sul fatto che la storia non elaborata del Novecento continua a perseguitarci, sottolineando l'importanza di affrontare storie complesse che non sono solo in bianco e nero. Il regista sottolinea la complessità dell'essere umani e il modo in cui i traumi influenzano le generazioni successive. Budapest e l'Ungheria rappresentano gli estremi del Novecento, con una coesistenza di dolcezza e durezza nella vita dei bambini. Nemes sottolinea la necessità di affrontare il passato e di cercare la pace, esprimendo preoccupazione per l'odio crescente verso gli ebrei in Europa. Il regista riflette sul cambiamento che "Il figlio di Saul" ha portato nella sua vita, definendolo un'esperienza che ha aperto una finestra sulla sua anima.

Pensiero Nostro: Orphan" sottolinea l'urgenza di affrontare i traumi storici per costruire un futuro pacifico.

Fonte Originale: la Repubblica (2025-08-29)
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